medworks.it ↗
Fiscalità medica Fiscalità Medica 2026 · Vol. 8
Gestione dell'auto e deducibilità dei costi di trasferta
Quanto puoi davvero scaricare tra auto, vitto e alloggio — e perché nel forfettario il discorso cambia del tutto.
1In regime ordinario l'auto a uso promiscuo è deducibile solo al 20%, con tetto sul costo di acquisto di 18.075,99 € e un solo veicolo (art. 164 TUIR).
2Le spese di trasferta seguono regole nuove dopo la riforma (D.Lgs. 192/2024, art. 54-septies TUIR), con obbligo di pagamento tracciabile dal 18 giugno 2025 (DL 84/2025).
3Nel forfettario i costi reali non si deducono mai: il reddito si calcola col coefficiente 78% sui compensi, quindi auto e trasferte sono fiscalmente irrilevanti.
Schema riassuntivo — deducibilità nei due regimi
Voce di costoRegime OrdinarioRegime Forfettario
Auto uso promiscuodeducibile 20%, tetto costo 18.075,99 €, max 1 veicolo (art. 164 TUIR)non deducibile (coeff. 78%)
Carburante, manutenzione, assicurazione, bollodeducibili 20%non deducibile
Vitto e alloggio in trasfertadeducibili con pagamento tracciabile dal 18/06/2025; limite 75% entro 2% dei compensi (prassi non ancora univoca per le spese non riaddebitate) — art. 54-septies TUIRnon deducibile
Viaggio e trasporto (treno, taxi/NCC)deducibili se tracciabili (art. 54-septies TUIR)non deducibile
Effetto per il medicoi costi abbattono il reddito imponibilenessun impatto: conta solo il coefficiente di redditività
Rif.: art. 164 TUIR; art. 54 e 54-septies TUIR (D.Lgs. 192/2024); coeff. redditività 78% attività sanitarie (L. 190/2014)
Nel forfettario non importa quanto spendi per l'auto o le trasferte: il Fisco ha già deciso che il 22% dei tuoi compensi "copre" i costi. Dedurre di più non è un'opzione.
cosa fare · cosa non fare
Cosa fare
  • Verifica prima il tuo regime: se sei forfettario, le fatture auto non servono a fini di deduzione.
  • Se sei in ordinario, intesta l'auto alla posizione professionale e conserva la documentazione del costo di acquisto per applicare il tetto di 18.075,99 €.
  • Dal 18 giugno 2025 paga vitto, alloggio, viaggio e trasporto in trasferta solo con strumenti tracciabili (carta, bonifico): è condizione di deducibilità.
  • Tieni separati i giustificativi delle trasferte legate a un incarico (riaddebitabili) da quelli delle spese sostenute per tuo conto.
Cosa non fare
  • Non dedurre l'auto al 100%: per il professionista è uso promiscuo, il limite è il 20% (non sei agente di commercio).
  • Non dedurre più di un veicolo: la norma ammette un solo mezzo per professionista in forma individuale.
  • Non pagare in contanti vitto e alloggio in trasferta dopo il 18/06/2025: perdi la deducibilità.
  • Non assumere che il forfettario "convenga sempre": con costi reali alti, l'ordinario può risultare più vantaggioso.
Auto, trasferte e scelta del regime
Il bivio che decide tutto: ordinario o forfettario

Prima ancora di parlare di percentuali, devi sapere in quale regime ti trovi, perché cambia la logica di base. Nel regime ordinario (analitico) il reddito è dato dalla differenza tra compensi incassati e costi sostenuti: qui i costi — auto compresa — abbattono il reddito imponibile, ciascuno con le proprie regole. Nel regime forfettario il meccanismo è opposto: il reddito imponibile si ottiene applicando ai compensi un coefficiente di redditività, che per le attività sanitarie è del 78%. Il restante 22% è considerato dal Fisco una copertura forfettaria dei costi. Conseguenza diretta: nessun costo reale è deducibile, con la sola eccezione dei contributi previdenziali.

Forfettario = costi già "scontati" nel coefficiente. Ordinario = costi deducibili voce per voce.
L'auto del medico: perché solo il 20%

Per chi è in regime ordinario, l'auto rientra nell'art. 164 del TUIR. La norma presume che l'autovettura di un professionista abbia un uso promiscuo (sia professionale sia personale) e per questo ammette la deducibilità nella misura del 20% dei costi, limitatamente a un solo veicolo. Non basta: sul costo di acquisto opera un tetto di 18.075,99 €, oltre il quale la parte eccedente è fiscalmente ignorata. Anche su un'auto da 40.000 €, la base di calcolo dell'ammortamento deducibile resta ferma a 18.075,99 €, e di quella si deduce il 20%. Lo stesso principio si applica a carburante, assicurazione, bollo e manutenzioni. L'80% riservato ad agenti e rappresentanti di commercio non riguarda il medico.

Auto a 40.000 €? Deduci comunque solo il 20% di 18.075,99 €. Il resto non esiste per il Fisco.
Trasferte, vitto e alloggio: cosa è cambiato

La riforma del lavoro autonomo (D.Lgs. 192/2024) ha riscritto l'art. 54 del TUIR e introdotto gli articoli da 54-bis a 54-octies. Per le spese di trasferta — vitto, alloggio, viaggio e trasporto — il nuovo art. 54-septies, insieme al DL 84/2025, ha posto una condizione netta: dal 18 giugno 2025 sono deducibili (e i relativi rimborsi non concorrono a formare reddito) solo se pagate con strumenti tracciabili. Resta da chiarire se, per le spese di vitto e alloggio sostenute dal professionista per sé e non riaddebitate, sopravviva il limite del 75% entro il 2% dei compensi: su questo la prassi non è ancora univoca. Le spese di rappresentanza restano deducibili entro l'1% dei compensi. Tutto questo vale solo nel regime ordinario.

Dal 18/06/2025 trasferta pagata in contanti = trasferta non deducibile.
L'errore di prospettiva più comune

Molti medici scelgono il forfettario per la semplicità e l'aliquota agevolata, poi si chiedono come "scaricare l'auto". È una domanda senza risposta utile: nel forfettario non si scarica nulla. Se la tua attività comporta costi reali significativi — un'auto importante usata molto per lavoro, uno studio in affitto, strumentazione, frequenti trasferte — il confronto tra regimi va rifatto con i numeri alla mano. Può accadere che l'ordinario, pur più oneroso in gestione, produca un reddito imponibile più basso e quindi meno imposte. È una valutazione che dipende dal tuo specifico volume di compensi e di spese, e che conviene fare prima di aprire o confermare la partita IVA, non a fine anno.

Scegli il regime giusto prima di firmare, non dopo

La differenza tra dedurre il 20% di un'auto e non dedurre nulla, moltiplicata per gli anni, vale migliaia di euro. Ma la scelta tra forfettario e ordinario dipende dai tuoi numeri: compensi attesi, costi reali, contributi ENPAM, prospettive di crescita. I consulenti fiscali di MedWorks lavorano esclusivamente con medici e professionisti sanitari: analizziamo il tuo caso, simuliamo entrambi i regimi e ti diciamo, cifre alla mano, quale ti conviene — e come gestire correttamente auto e trasferte.

Prenota una consulenza fiscale dedicata MedWorks e trasforma la deducibilità da dubbio a strategia.
Questa miniguida ha finalità esclusivamente informative e divulgative ed è rivolta al medico libero professionista titolare di partita IVA. Non costituisce parere fiscale o consulenza personalizzata. I riferimenti normativi (art. 164, 54 e 54-septies TUIR; D.Lgs. 192/2024; coefficiente di redditività del regime forfettario) e gli importi citati sono soggetti a evoluzione: in particolare la permanenza del limite del 75% entro il 2% dei compensi per vitto e alloggio non riaddebitati — su cui la prassi non è ancora univoca — va confermata presso fonti ufficiali (Agenzia delle Entrate, Normattiva) o tramite un consulente alla data di pubblicazione.