- Segna il termine dei 180 giorni dal parto: è perentorio. La domanda si può però già presentare dalla 26ª settimana compiuta.
- Verifica il reddito complessivo del secondo anno precedente: sotto 9.485,41 € il periodo indennizzato passa da cinque a otto mesi.
- Presenta domanda per il bando neonatalità: nel 2026 fino a 10.000 € per famiglia se entrambi i genitori sono iscritti.
- Se sei in regime forfettario, valuta di barrare la casella di esenzione dalla ritenuta d'acconto del 20%.
- Non dichiarare l'indennità di maternità nel Modello D: è esclusa dalla base imponibile della Quota B.
- Non pensare che il padre medico abbia un congedo di paternità autonomo: spetta solo in casi specifici.
- Non confondere la tutela della specializzanda: durante la borsa la copertura è INPS Gestione Separata.
- Non fidarti degli importi su portali generalisti: l'unica fonte sono le tabelle ENPAM dell'anno in corso.
Hanno diritto all'indennità tutte le professioniste iscritte all'Ordine purché non siano tutelate da altre gestioni. La posizione della specializzanda è particolare: durante il corso la borsa è coperta dalla Gestione Separata INPS, e la tutela ENPAM interviene solo per i periodi non coperti dalla borsa. Per le convenzionate con il SSN i compensi non confluiscono in Quota B. Il contributo di maternità che finanzia il sistema è dovuto da tutti gli iscritti, uomini compresi.
L'indennità corrisponde all'80% di 5/12 del reddito professionale imponibile ENPAM dichiarato ai fini fiscali l'anno prima della nascita. Sul risultato operano due limiti: un minimo garantito di 6.045,10 € e un massimo di 30.225,50 €. Il minimo spetta anche a reddito zero. È inoltre prevista una prestazione aggiuntiva di 1.205,76 € per chi resta sotto una soglia di reddito.
Il periodo standard copre i due mesi precedenti il parto e i tre mesi successivi. Se il reddito complessivo del secondo anno precedente è inferiore a 9.485,41 €, il periodo sale a otto mesi, verificato d'ufficio dall'Ente. La differenza più netta rispetto al lavoro dipendente: per le libere professioniste l'indennità è pagata a prescindere dall'effettiva astensione dall'attività. Non c'è nulla da dimostrare.
La domanda si presenta a partire dalla 26ª settimana compiuta e non oltre 180 giorni dal parto: termine perentorio. Per il 2026 l'Ente ha attivato un bando neonatalità: 2.000 € su Quota A e 3.000 € aggiuntivi per chi versa Quota B, cumulabili fino a 10.000 € per famiglia. L'indennità è tassata come reddito autonomo con ritenuta del 20%, ma non va dichiarata nel Modello D. MedWorks verifica i requisiti e presenta le domande nei termini. Fatti seguire nella pratica.