Cumulo dei redditi: borsa e attività extra non si sommano
| Borsa di specializzazione | P.IVA forfettaria | Co.co.co. (deroga 8h) | |
|---|---|---|---|
| Tassazione | esente IRPEF | 5% (poi 15%) sul 78% | IRPEF a scaglioni |
| Si somma con altri redditi? | no | no, imposta separata | sì, con gli altri redditi IRPEF |
| Dichiarazione | no, se è l'unico reddito | sì, Redditi PF (mai il 730) | sì, se hai altri redditi |
| Conta per “figlio a carico” | no | sì | sì |
| Previdenza | Gestione Separata INPS | ENPAM Quota B (Modello D) | ENPAM Quota B (Modello D) |
- Apri la P.IVA prima della prima sostituzione e valuta il forfettario: imposta sostitutiva separata e nessuna ritenuta del 20% sui compensi.
- Avvisa i tuoi genitori prima di fatturare: oltre 2.840,51 € di reddito forfettario nell'anno perdono la detrazione per te, per tutti i dodici mesi.
- Accantona fin dal primo anno: a giugno del secondo arrivano insieme il saldo dell'anno prima e il primo acconto di quello in corso.
- Presenta il Modello D all'ENPAM: con la borsa hai già un'altra copertura obbligatoria, e la Quota B al 9,75% va chiesta entro il 31 luglio.
- Non credere che borsa e sostituzioni si sommino negli scaglioni IRPEF: la borsa è esente, il forfettario ha la sua imposta.
- Non usare il 730: basta un solo giorno di P.IVA nell'anno per dover presentare il modello Redditi PF.
- Non dimenticare che le co.co.co. della deroga 8h sono redditi assimilati al lavoro dipendente: lì gli scaglioni IRPEF si applicano davvero.
- Non lavorare oltre i limiti: sempre fuori orario formativo, e per la libera professione in deroga massimo 8 ore settimanali fino al 31/12/2026.
Ai fini fiscali i tuoi redditi finiscono in cassetti diversi, e ogni cassetto ha la sua serratura. La borsa di formazione specialistica è esente da IRPEF (art. 41 D.Lgs. 368/1999, che rinvia all'art. 4 L. 476/1984): non concorre al reddito complessivo e, se è il tuo unico reddito, non presenti nemmeno la dichiarazione. La P.IVA forfettaria (sostituzioni MMG, continuità assistenziale, libera professione) ha un'imposta sostitutiva che prende il posto di IRPEF e addizionali: 5% nei primi 5 anni se rispetti i requisiti di nuova attività, poi 15%, sul 78% dei compensi incassati meno i contributi versati. Le co.co.co. sono l'unico cassetto che segue gli scaglioni. I tre cassetti non si sommano per far salire l'aliquota.
La deroga che fino al 31/12/2026 consente fino a 8 ore settimanali di attività extra ammette anche contratti di collaborazione coordinata e continuativa. Le co.co.co. sono redditi assimilati al lavoro dipendente: il committente trattiene l'IRPEF a scaglioni (23% fino a 28.000 €, 33% fino a 50.000 €, 43% oltre) e quei redditi si sommano con gli altri redditi IRPEF che hai. La borsa resta comunque fuori. Le co.co.co. contano anche per la soglia dei 35.000 € di redditi da lavoro dipendente e assimilati che, superata nell'anno precedente, fa uscire dal forfettario. Sostituzioni MMG e continuità assistenziale sono invece lavoro autonomo (per i sostituti di continuità assistenziale lo ha chiarito la risoluzione AdE 41/E del 2020): P.IVA e fattura, e restano fuori dal tetto delle 8 ore.
Per essere fiscalmente a carico il reddito complessivo non deve superare 2.840,51 € (4.000 € fino a 24 anni), e la detrazione per i figli spetta solo fra i 21 e i 29 anni. La borsa non ti fa uscire: è esente, quindi non entra nel calcolo. Il reddito forfettario sì: non concorre alla tassazione IRPEF, ma la legge lo fa contare per le detrazioni per carichi di famiglia (art. 1 c. 75 L. 190/2014). Con 8.000 € di sostituzioni il reddito forfettario è già 6.240 €: fuori. E la soglia si guarda sull'intero anno, senza pro-rata: se la superi, non sei a carico per nessuno dei dodici mesi, nemmeno per quelli in cui non avevi ancora fatturato.
Il primo anno di P.IVA forfettaria non versi acconti, e sembra di pagare poco. Il conto arriva l'anno dopo: entro il 30 giugno paghi il saldo dell'anno di apertura e, insieme, il primo acconto dell'anno in corso; il secondo acconto scade il 30 novembre. Nessun errore e nessuna sanzione: è il meccanismo normale, ma colpisce chi non ha messo niente da parte. Accantona una quota di ogni compenso fin dalla prima fattura.
I compensi da sostituzioni, guardie e co.co.co. di natura medica si dichiarano all'ENPAM con il Modello D: la Quota B si paga sul reddito netto professionale che eccede la parte già coperta dalla Quota A, e l'ENPAM la sottrae d'ufficio. Con la borsa sei già iscritto alla Gestione Separata INPS, quindi hai un'altra copertura obbligatoria: puoi chiedere l'aliquota dimezzata al 9,75%, ma non è automatica, va chiesta dall'area riservata entro il 31 luglio. Se la continuità assistenziale ti arriva con la ritenuta ENPAM già in busta paga, quei compensi non vanno nel Modello D (vedi la guida sulle sostituzioni). Restano due soglie per il forfettario: 85.000 € di compensi e 35.000 € di redditi da dipendente o assimilati. La borsa non conta per nessuna delle due.
Fare qualche sostituzione durante la specializzazione conviene quasi sempre, ma conviene di più se sai in quale cassetto finisce ogni euro, quanto accantonare per il secondo anno e cosa cambia per la tua famiglia. MedWorks tramite il suo corso di fiscalità ti affianca con esempi e strumenti concreti per aprire la P.IVA, gestire acconti e Quota B e pianificare gli incarichi senza sorprese. Scopri di più sul nostro sito.